Guida ai crostacei

Geosesarma e granchi vampiro guida completa ad allevamento e riproduzione

Pubblicato da Reptyfood il 07/10/2026 00:00 • 13 min di lettura • 2815 parole
Geosesarma e granchi vampiro guida completa ad allevamento e riproduzione

Noi di ReptyFood ti accompagniamo nell’allevamento dei Geosesarma: dalla preparazione del paludario all’alimentazione, dalla muta alla riproduzione e alla gestione dei piccoli.

Guida ReptyFood 13 min • Aggiornata 07/10/2026

Geosesarma e granchi vampiro guida completa ad allevamento e riproduzione

I Geosesarma sono piccoli granchi della famiglia Sesarmidae, conosciuti nel mondo dell’allevamento soprattutto come granchi vampiro. Le specie più comuni, come Geosesarma dennerle e Geosesarma hagen, richiedono un ambiente prevalentemente terrestre, umido e ricco di ripari, con accesso ad una piccola fonte di acqua dolce pulita. Il nostro consiglio è partire dalle loro esigenze e costruire il paludario intorno a queste: l’effetto scenografico viene dopo.

Un granchio dai colori intensi può sembrare il protagonista perfetto di un piccolo acquario tropicale. È proprio questa impressione a generare uno degli errori più frequenti: considerare i Geosesarma animali completamente acquatici. Il loro mondo è invece fatto di rive, lettiera, radici, terreno umido e nascondigli.

Noi di ReptyFood abbiamo preparato questa guida per accompagnarti nella gestione dei Geosesarma, dal primo paludario alla riproduzione. Vogliamo spiegarti non soltanto quali condizioni offrire, ma anche come leggere il comportamento dei granchi e capire quando intervenire. Ci rivolgiamo sia a chi parte da zero sia a chi desidera approfondire identificazione, microclima, alimentazione e gestione dei piccoli. Le indicazioni pratiche si riferiscono soprattutto a G. dennerle e G. hagen: per altre specie o esemplari identificati soltanto come Geosesarma sp. serve una verifica specifica. I valori di allevamento sono riferimenti operativi, non limiti fisiologici dimostrati per ogni membro del genere.

Che cosa sono i Geosesarma

Geosesarma è un genere di crostacei decapodi appartenente alla famiglia Sesarmidae e al gruppo dei veri granchi, i Brachyura. Il nome commerciale “granchio vampiro” non corrisponde a una singola specie e non descrive un comportamento ematofago: questi animali non si nutrono di sangue.

Il carapace protegge il corpo; le chele servono a manipolare il cibo e partecipano alle interazioni con altri individui. L’addome è ripiegato sotto il corpo e nelle femmine adulte costituisce anche la regione che protegge le uova.

Quando parliamo di dimensioni, distinguiamo la larghezza del carapace dall’ingombro delle zampe. Un animale descritto come largo circa due centimetri può occupare molto più spazio quando cammina. Per progettare il paludario conta soprattutto il comportamento: un granchio piccolo può comunque difendere una zona, scavare e inseguire un vicino.

Specie e colori come riconoscere ciò che si acquista

Geosesarma dennerle e Geosesarma hagen sono stati descritti scientificamente nel 2015 da Ng, Schubart e Lukhaup, a partire da popolazioni di Giava centrale, in Indonesia. Il primo presenta tipicamente tonalità violacee con una zona dorsale chiara; il secondo è associato a colorazioni arancioni o rossastre. La descrizione scientifica documenta anche variazioni individuali. [1]

Nome Come interpretarlo
Geosesarma dennerle Nome di una specie descritta scientificamente
Geosesarma hagen Nome di una specie distinta da G. dennerle
Geosesarma sp. Genere indicato, specie non determinata
Purple, Red Devil, Yellow Eye e altri nomi commerciali Etichette che possono essere usate diversamente dai fornitori

Il colore aiuta a orientarsi, ma da solo non certifica un’identificazione. Se vuoi avviare un progetto riproduttivo, ti consigliamo di registrare nome scientifico dichiarato, provenienza, fornitore, data di arrivo ed eventuale indicazione di nascita in cattività. Una fotografia è utile per documentare il gruppo, ma non sostituisce l’esame dei caratteri diagnostici quando la determinazione è dubbia.

Ti consigliamo di tenere separati i lotti non identificati: permette di seguire le linee riproduttive e di evitare di attribuire automaticamente alla stessa specie animali che si somigliano.

Habitat naturale e rapporto con l’acqua

Le osservazioni sul campo riportate per G. dennerle e G. hagen descrivono granchi terrestri associati a vegetazione fitta, pietre, terreno umido e piccoli corsi d’acqua. I giovani sono stati osservati vicino al margine dell’acqua; in G. hagen anche dentro l’acqua. 

Da queste caratteristiche ricaviamo una prima indicazione di allestimento: creare una transizione accessibile tra terra e acqua. Una ciotola con quasi tutto il fondo sommerso e una piccola pietra emergente 

Le branchie richiedono condizioni compatibili con il mantenimento dell’umidità. Questo non significa che il terreno debba essere completamente allagato: nel progetto di allevamento è utile distinguere umidità dell’aria, umidità del substrato e disponibilità di acqua libera. Sono tre aspetti collegati, ma non intercambiabili.

Quanto deve essere grande il paludario

Per un piccolo gruppo di G. dennerle, ti consigliamo di partire da un terrario  base di circa 30 × 30 centimetri, un riferimento prudente coerente con le indicazioni di allevamento consultate.  Un allestimento più ampio facilita la distribuzione di rifugi e punti di alimentazione. L’altezza permette di inserire vegetazione e strutture, ma non compensa una superficie terrestre insufficiente.

A chi inizia suggeriamo di progettare circa tre quarti della superficie come zona terrestre. È un criterio pratico per distribuire gli spazi, non una proporzione obbligatoria valida per ogni situazione. Conta che quella terra sia davvero utilizzabile: un fondale verticale decorativo non equivale a terreno scavabile.

Non esiste un rapporto “granchi per litro” capace di garantire una convivenza sicura. Un volume elevato può contenere pochissima terra, mentre uno spazio ben organizzato può offrire diversi territori. Dopo l’inserimento bisogna osservare se tutti gli animali raggiungono cibo, acqua e rifugi senza essere continuamente respinti.

Substrato drenaggio e nascondigli

Quando progettiamo un fondo per questi granchi, le caratteristiche da cercare sono capacità di trattenere umidità, scavabilità e possibilità di ripararsi. Una miscela destinata a terrari umidi, priva di concimi e additivi non appropriati, può essere arricchita con componenti che ne migliorino struttura e scavabilità. La fibra di cocco è un possibile componente in aggiunta al superbedding; così da rendere il substrato equilibrato.

Il drenaggio serve a evitare che tutta la zona terrestre rimanga sommersa. Se si crea una riserva d’acqua sotto il fondo, bisogna poter controllare il livello e rimuovere l’eccesso. Ti invitiamo a pensare alla manutenzione già durante la progettazione: un allestimento impossibile da ispezionare rende più difficile correggere i problemi.

Foglie idonee e pulite, sughero, legni e pietre stabili aiutano a costruire ripari. Le strutture pesanti vanno assicurate prima di aggiungere il terreno, perché gli animali possono scavare sotto di esse. Sono utili rifugi distribuiti, con più percorsi e zone schermate dalla vista degli altri granchi.

Per valutare il tuo allestimento, ti proponiamo un controllo semplice. Osserva il percorso di un individuo subordinato: può uscire dal rifugio, alimentarsi e tornare al riparo senza attraversare l’unica zona occupata dal dominante? Se la risposta è negativa, serve modificare la disposizione o ridurre il gruppo.

Acqua pulita e accessi sicuri

Per i geosesarma comunemente allevati si usa acqua dolce. Non aggiungere sale seguendo indicazioni destinate a granchi di altri generi o con larve marine.

Una parte acquatica filtrata va avviata prima di introdurre gli animali; ammoniaca e nitriti devono restare non rilevabili con test appropriati. Una ciotola rimovibile richiede invece pulizia e ricambi frequenti. In entrambi i casi bisogna impedire l’accumulo di cibo e detriti.

Prevedi rampe o bordi ruvidi percorribili anche dai giovani. Proteggi le aspirazioni e mantieni accessibili gli elementi tecnici. La profondità dell’acqua conta insieme alla facilità di uscita: una parete liscia può rendere problematico anche un piccolo recipiente.

Temperatura umidità e ventilazione

Per i geosesarma suggeriamo di partire da circa 24–26 °C, misurala nel luogo in cui vivono gli animali: la temperatura della stanza o del coperchio può differire da quella dei rifugi.

Se occorre riscaldare, utilizza una soluzione regolata da termostato e verifica che non asciughi rapidamente il terreno. L’obiettivo è un microclima stabile, con possibilità di scegliere fra zone leggermente diverse. Il caldo estivo va controllato con la stessa attenzione del freddo.

L’igrometro offre un’indicazione, ma non descrive tutto l’ambiente. Sensori bagnati, posizione e qualità dello strumento possono influenzare la lettura. Controlla anche il substrato, la permanenza dei rifugi umidi e l’assenza di ristagni diffusi.

Nebulizza in funzione delle condizioni effettive, non per una frequenza rigida. La ventilazione deve consentire ricambio d’aria senza rendere secca la lettiera. Condensa continua sulle pareti non è, da sola, una prova che tutto funzioni correttamente.

Piante e gestione bioattiva

Felci, muschi e altre piante compatibili con il microclima possono aumentare le superfici e interrompere la visuale. Prima di inserirle valuta la possibile presenza di fitofarmaci: le piante decorative non sono necessariamente state prodotte per convivere con invertebrati.

I collemboli possono contribuire al consumo di residui e diventare piccole prede. Anche gli isopodi possono essere predati; la loro introduzione richiede una valutazione della specie, dell’allestimento e della crescita della popolazione. 

Su questo punto vogliamo essere chiari: un paludario bioattivo richiede comunque manutenzione. Ti suggeriamo di pensare al paludario come a un sistema che riceve nutrienti ogni volta che viene alimentato. Se gli apporti superano ciò che viene consumato o rimosso, i residui si accumulano anche in presenza di microfauna.

Che cosa mangiano i Geosesarma

Per le specie comuni ti consigliamo un’alimentazione con una componente animale consistente, variando piccoli invertebrati e mangimi appropriati per granchi. Foglie, vegetazione e microfauna del paludario non dovrebbero essere considerate una dieta completa automaticamente disponibile.

Fra gli alimenti che ti suggeriamo di valutare ci sono piccoli insetti d’allevamento adeguati alla taglia, porzioni di lombrico da fonti sicure e alimenti formulati per crostacei. Le prede troppo grandi o capaci di disturbare un animale in muta vanno evitate. 

Quando parliamo di dieta varia, intendiamo una varietà con uno scopo nutrizionale: alternare esclusivamente prede simili non garantisce una dieta equilibrata. Eventuali alimenti vegetali vanno valutati sulla base della specie e del consumo osservato, senza sostituire la componente animale con frutta e verdura.

Ti consigliamo di distribuire il cibo in più punti per facilitare l’accesso degli individui subordinati. All’inizio registra quantità offerte e residui: Questo permette di correggere la razione senza trasformare ogni pasto in un aumento della decomposizione.

Il calcio partecipa alla formazione dell’esoscheletro. Consigliamo di rendere disponibile una fonte idonea, ricordando che non corregge automaticamente una dieta inadeguata o un’acqua gestita male.

Muta e crescita

La crescita avviene attraverso la muta: il granchio abbandona il vecchio esoscheletro e il nuovo rivestimento si consolida successivamente. Durante questa fase è particolarmente vulnerabile alle aggressioni e alle manipolazioni.

Un’esuvia può conservare una forma sorprendentemente completa. Prima di interpretarla come un animale morto, cerca con delicatezza l’individuo, senza smontare il rifugio. Se il rivestimento abbandonato è pulito e non compromette l’igiene, può essere lasciato disponibile: può essere consumato.

Non spostare un granchio per fotografarlo e non tentare di liberarlo manualmente durante una muta difficile. Correggere un problema richiede prima di capire temperatura, accesso all’acqua, umidità e interferenze degli altri individui. Una manipolazione improvvisata può aggravare la situazione.

Convivenza e riconoscimento dei sessi

La possibilità di allevare un gruppo non rende ogni combinazione compatibile. Per il tuo primo progetto ti consigliamo pochi esemplari della stessa specie e uno spazio separato già disponibile. 

Negli adulti il sesso si riconosce soprattutto dalla forma dell’addome: generalmente più stretto nel maschio e più ampio nella femmina.  L’osservazione va fatta senza forzare la posizione del corpo. Nei giovani il riconoscimento è meno immediato.

Inseguimenti ripetuti, ferite e impossibilità di raggiungere il cibo richiedono un intervento. Aggiungere rifugi può aiutare, ma in alcuni casi bisogna separare gli animali. La nostra raccomandazione è un allestimento dedicato: mescolare specie di Geosesarma, pesci, anfibi o rettili aggiunge problemi di compatibilità e rende più difficile valutare le cause di eventuali perdite.

Riproduzione uova e sviluppo dei piccoli

I Geosesarma hanno lo sviluppo diretto: dalle uova emergono giovani granchi, senza uno stadio larvale libero paragonabile a quello di molti granchi marini. La femmina porta la covata sotto l’addome e ha bisogno di un ambiente stabile e protetto.

Se vuoi lavorare sulla riproduzione, il nostro consiglio è preparare i rifugi prima di osservare una femmina ovigera. Evita di estrarla periodicamente per contare le uova. Se occorre separarla per proteggerla, valuta il trasferimento con il suo riparo e un microambiente già pronto, riducendo al minimo l’esposizione.

Non esiste un calendario preciso valido per tutte le specie e condizioni. Tempi di incubazione, dimensione della covata e maturità dipendono da più fattori; una previsione prudente è più utile di una data presentata come certa.

Come allevare i giovani Geosesarma

I giovani hanno bisogno di ripari proporzionati alla taglia, alimenti raggiungibili e percorsi sicuri tra substrato e acqua. La predazione da parte degli adulti e le aggressioni tra giovani sono problemi da considerare nella gestione della riproduzione. [3]

Per gestire i piccoli ti consigliamo di valutare un contenitore di crescita separato: facilita il controllo dell’alimentazione e riduce il contatto con gli adulti. Deve essere pronto prima del trasferimento, con condizioni simili a quelle di origine e aspirazioni protette. La separazione, però, non compensa un microclima instabile.

Offri cibo in particelle o prede compatibili con la taglia e distribuiscilo in più punti. Osserva le differenze di crescita: quando individui molto diversi condividono lo stesso spazio, può essere opportuno dividerli. Registra le perdite insieme alle modifiche di gestione, evitando di attribuire ogni decesso a un’unica causa.

Controlli quotidiani e problemi frequenti

La routine che ti consigliamo comprende controllo di temperatura, disponibilità d’acqua, integrità delle chiusure, avanzi e comportamento visibile. La manutenzione deve essere regolare ma rispettare i rifugi occupati.

Se un granchio resta nascosto, considera acclimatazione, muta e differenze individuali. Se invece compaiono perdita di equilibrio, lesioni o un peggioramento rapido, controlla immediatamente l’ambiente e cerca assistenza veterinaria con competenza in invertebrati. Un comportamento osservato da solo non consente di diagnosticare una malattia.

In caso di decessi ravvicinati, esamina prima ciò che gli animali condividono: acqua, temperatura, materiali introdotti, cibo e rapporti sociali. Non aggiungere farmaci per acquario senza una valutazione specifica. Se devi trasferire i superstiti, prepara prima un ambiente sicuro con acqua e materiali di provenienza nota.

A chi vuole approfondire l’allevamento suggeriamo un diario semplice, che permetta confronti utili: date di arrivo, mute osservate, covate, alimenti, variazioni del microclima e perdite. Cambiare un parametro alla volta, quando possibile, rende le osservazioni più interpretabili. Una riproduzione riuscita è un risultato positivo, ma non dimostra da sola che ogni aspetto della gestione sia ottimale.

Domande frequenti sui Geosesarma

I Geosesarma possono vivere in un acquario completamente pieno d’acqua

Per i Geosesarma, un acquario interamente acquatico è inappropriato. Occorre un’ampia zona terrestre umida e accesso ad acqua dolce.

I granchi vampiro hanno bisogno di acqua salata

Le specie comuni trattate in questa guida si allevano con acqua dolce. Non aggiungere sale sulla base di indicazioni riferite ad altri granchi.

Quale temperatura usare per i Geosesarma 

Circa 24–26 °C è un riferimento iniziale di allevamento. Controlla la temperatura nei rifugi e adatta la gestione alla provenienza e alle condizioni degli esemplari.

Quanti Geosesarma posso inserire

Dipende da superficie terrestre, rifugi, sesso e comportamento. Parti da un gruppo piccolo e prepara la possibilità di separare gli individui; i litri da soli non sono un criterio sufficiente.

Si possono mescolare granchi vampiro di colori diversi

Il colore non identifica sempre la specie. La scelta prudente è mantenere separati specie e lotti di identificazione incerta.

I Geosesarma si riproducono senza una fase marina

Il geosesarma presenta sviluppo diretto e non richiede una fase larvale marina. Il genere comprende però modalità di sviluppo differenti: bisogna conoscere la specie.

Un paludario bioattivo elimina la necessità di alimentare i granchi

No. Microfauna e lettiera contribuiscono al sistema, ma non garantiscono una dieta completa. Servono alimentazione controllata e manutenzione.

Quanto vivono i granchi vampiro

Per i Geosesarma vengono spesso riportati circa due o tre anni in allevamento.  È una stima indicativa; la vita residua di un esemplare acquistato non è prevedibile senza conoscerne età e storia.

Preparare il paludario prima di scegliere i granchi

Se vuoi iniziare con i Geosesarma, ti invitiamo a partire dall’identificazione degli animali e dal progetto dell’ambiente. Un fondo accessibile, acqua pulita, ripari distribuiti e una gestione osservabile offrono una base più solida di un allestimento scelto soltanto per il suo aspetto.

Noi di ReptyFood ci occupiamo di insetti da pasto, artropodi e materiali per il loro allevamento. Con questa guida vogliamo aiutarti a scegliere in modo consapevole substrati, microfauna e alimenti, partendo dalla specie e dallo spazio che puoi dedicarle. Il consiglio con cui ti lasciamo è concreto: prepara il paludario, verifica che funzioni e soltanto dopo inserisci i granchi.

ReptyFood — www.reptyfood.com

Fonti e riferimenti

Le pubblicazioni scientifiche sostengono le informazioni su tassonomia, habitat e differenze nello sviluppo. Le schede degli operatori costituiscono riferimenti pratici di allevamento e non studi sperimentali sui limiti fisiologici. Abbiamo utilizzato questi riferimenti per verificare le informazioni della guida e formulare i nostri consigli di gestione.

  1. Ng, P. K. L., Schubart, C. D. e Lukhaup, C. (2015). New species of “vampire crabs” (Geosesarma De Man, 1892) from central Java, Indonesia, and the identity of Sesarma (Geosesarma) nodulifera De Man, 1892. Raffles Bulletin of Zoology, 63, 3–13. Articolo originale.
  2. Shy, J. Y. e Ng, P. K. L. (2019). Geosesarma mirum, a new species of semi-terrestrial sesarmid crab from central Taiwan. Articolo scientifico integrale.
  3. Aquarium Dietzenbach. Scheda di allevamento di Geosesarma dennerle.
  4. Aquarium Dietzenbach. Scheda di allevamento Geosesarma spec..
  5. Indoor Ecosystem. Guida pratica alla riproduzione dei granchi vampiro.
  6. The Geosesarma Database. Progettazione degli allestimenti.

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Scritto da

Roberto Rongione

Fondatore di ReptyFood

Esperto nell’allevamento di rettili, anfibi, artropodi ornamentali e insetti da pasto. Da anni seleziona specie, sviluppa prodotti dedicati agli animali esotici e realizza guide pratiche basate sull’esperienza diretta di allevamento.

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